mercoledì 15 maggio 2013

KIERKEGAARD

L’ESISTENZA COME POSSIBILITA’ E FEDE

La categoria fondamentale che caratterizza il pensiero di K. è quella della esistenza. Kierkegaard è considerato il primo esponente dell’ esistenzialismo, una corrente filosofica che ebbe grande sviluppo nella prima metà del XX secolo. L’esistenzialismo concepisce la filosofia come analisi dell’esistenza, intesa quale dimensione esclusiva dell’esperienza umana e, quindi, l’unica che può essere oggetto di riflessione filosofica. L’esistenza è lo specifico modo di essere dell’uomo nel mondo. Quindi una prima caratteristica del pensiero di K. è cercare di ricondurre la comprensione dell’ intera esistenza dell’uomo alla categoria della possibilità mettendo in luce l’aspetto negativo e paralizzante della possibilità come tale.
L’esistenza umana si configura come un insieme di possibilità che pongono l’uomo, ogni singolo uomo, di fronte a una scelta. Tutta l’esistenza umana si risolve nello
scegliere fra diverse possibilità, che rappresentano le varie alternative verso cui l’uomo può dirigere la propria vita. Secondo Kierkegaard, il configurarsi della vita come una serie di possibilità non costituisce però una ricchezza dell’esperienza umana ma, al contrario, un’ evidente manifestazione della limitatezza del suo essere. L’uomo infatti, di fronte alla scelta, prova un senso di angoscia in quanto non può sapere come le cose sarebbero andate se avesse scelto la possibilità che egli ha escluso. Egli sa che la possibilità da lui scelta può avere un esito positivo, ma anche un carattere decisamente negativo; può, in altre parole, condurre alla realizzazione di sé ma anche al proprio annientamento. D’altra parte, il risolvere positivamente una scelta non implica la salvezza poiché, immediatamente dopo, l’uomo dovrà affrontarne un’altra.

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