L’ESISTENZA COME POSSIBILITA’ E FEDE
La categoria fondamentale che caratterizza il
pensiero di K. è quella della esistenza. Kierkegaard è considerato il primo
esponente dell’ esistenzialismo, una corrente filosofica che ebbe grande sviluppo
nella prima metà del XX secolo. L’esistenzialismo
concepisce la filosofia come analisi dell’esistenza,
intesa quale dimensione esclusiva dell’esperienza umana e, quindi, l’unica che
può essere oggetto di riflessione filosofica. L’esistenza è lo specifico modo
di essere dell’uomo nel mondo. Quindi una prima caratteristica del pensiero di
K. è cercare di ricondurre la comprensione dell’ intera esistenza dell’uomo
alla categoria della possibilità mettendo in luce l’aspetto negativo e
paralizzante della possibilità come tale.
L’esistenza
umana si configura come un insieme di possibilità che pongono l’uomo, ogni singolo
uomo, di fronte a una scelta. Tutta l’esistenza umana si risolve nello
scegliere fra diverse possibilità, che
rappresentano le varie alternative verso cui l’uomo può dirigere la propria
vita. Secondo Kierkegaard, il configurarsi della vita come una serie di
possibilità non costituisce però una ricchezza dell’esperienza umana ma, al
contrario, un’ evidente manifestazione della limitatezza del suo essere. L’uomo
infatti, di fronte alla scelta, prova un senso di angoscia in quanto non può sapere come le cose sarebbero andate se
avesse scelto la possibilità che egli ha escluso. Egli sa che la possibilità da
lui scelta può avere un esito positivo, ma anche un carattere decisamente
negativo; può, in altre parole, condurre alla realizzazione di sé ma anche al
proprio annientamento. D’altra parte, il risolvere positivamente una scelta non
implica la salvezza poiché, immediatamente dopo, l’uomo dovrà affrontarne
un’altra.
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